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Un primo passo nel paradiso degli Australian Open: Elisabetta Cocciaretto si racconta a Sotto Rete

Aggiornato il: 25 mar 2020

Una diciannovenne piena di grinta, ecco Elisabetta Cocciaretto in breve. L'attuale numero 156 al mondo si è sempre impegnata, oltre che in campo anche negli studi, grazie anche al sostegno della famiglia, che l'ha supportata nel conseguimento del diploma ed ora che è iscritta a giurisprudenza.


Il coach Fausto Scolari ha avuto un buon presentimento con Elisabetta: era il marzo del 2017 quando era intorno alla millesima posizione nel circuito ITF e le ha detto «Entro dicembre 2019 sarai nelle prima 200 del circuito WTA e ti iscriverai agli Australian Open». Lei non ci ha creduto all'epoca, poi il tempo ha dato ragione al coach. Lo scorso gennaio era in Australia, passata la fase iniziale scende in campo contro Angelique Kerber. Pur avendo perso l'esperienza è stata sensazionale e Elisabetta si rende conto di quanta strada c'è ancora da fare. La differenza principale con i grandi professionisti del tennis mondiale? Di certo la mentalità, l'atteggiamento, alimentazione, tutto ciò che va oltre la tecnica ed il fisico.


I tornei professionali sono anche straordinariamente diversi in particolare nell'organizzazione di ciò che succede intorno al gioco in campo e che aiuta i giocatori a concentrarsi solamente al torneo. Elisabetta ci racconta anche dell'emozione dei grandi stadi, della pressione che si sente e che per abituarsi le ci vorrà ancora un po' di tempo. Di certo in quei contesti si vuole essere all'altezza delle big.


Spesso ci sono alti e bassi, si passa da vincere 2 tornei ITF consecutivi a presentarsi agli Australian Open, per poi magari giocare tornei sottotono e perdere con troppa facilità. Paura, anche di un doppio fallo, magari in un momento delicato? C'è ancora.

Ora, non potendo allenarsi in campo a causa di Covid-19 passa dall'ora e mezza alle due a lavorare a livello fisico, ogni giorno.


Volete riascoltare l'intervista? È disponibile a questo link




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