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I migliori momenti in partita? L'esplosione della voce a partita vinta: Adriana Serra Zanetti

Aggiornato il: 28 mar 2020

Adriana Serra Zanetti porta a Sotto Rete un palmares d'eccezione: 38° nel ranking mondiale nel 2002, campionessa italiana a 12 anni, prima italiana ad entrare ai quarti agli Australian Open, sei volte nel tabellone principale dei US Open. La famiglia gioca un ruolo importante, infatti anche la sorella Antonella raggiunge una brillante 60a posizione. Allenano da piccole da Patricio Remondegui (che sarà ospite di Sotto Rete domani, sabato 28 marzo) insieme, finché Adriana non sceglie a 19 anni di proseguire gli allenamenti in Argentina.


Sceglie già da giovane di perseguire la carriera dell'agonismo, all'età di 13 anni si pone l'obiettivo di entrare nei primi 100. Confida che riuscire ad essere in queste posizioni ti fa sentire un vero tennista e ti permette di poterlo fare di mestiere. L'arte del mestiere è certamente riuscire a porsi obiettivi a breve, medio e lungo periodo. Allenarsi 6-7 ore nei periodi di pausa oppure allenamenti brevi per prepararsi a cambi di superficie tra un torneo e l'altro.


Dalla storia dei tornei giocati si nota subito che Adriana preferisce le superfici veloci. Quando era in nazionale Fed Cup è stata allenata da tre grandi allenatori: Panatta, Reggi e Barazzutti. Il suo preferito? Lo sono stati tutti, hanno stili molto diversi.

La differenza tra un buon giocatore e un giocatore ottimo? Le scelte che si fanno: la testa fa la differenza sempre, tutti i giocatori entrano in campo per vincere, ad ogni partita. Anni fa gli allenamenti mentali non avevano così tenta importanza come oggi, non erano nemmeno così sviluppati. Negli ultimi anni si sono fatti passi da gigante. Anche per quanto riguarda la stanchezza mentale, riesce ad inficiare una partita più della stanchezza fisica.


Se ci fosse una partita che vorresti rigiocare, quale sarebbe? «La partita con Jelena Dokic agli US Open. Eravamo al terzo set, palla break, l'arbitro mi chiama palla fuori, ma tutti vedono che è stato un errore. Chiaramente la rigiocherei con la tecnologia dell'occhio di falco».


Ora Adriana è allenatrice e ci regala le sue tre colonne portanti del coaching:

- fare sempre riferimento a momenti positivi

- programmare bene l'allenamento

- crederci sempre


In chiusura, cosa ti ricordi di una partita epica, qual è l'immagine che ti resta di più? «L'emozione senza dubbio, mi ricordo una partita che, nonostante gli applausi del pubblico e i rumori tutt'intorno, con un urlo sono riuscita a coprirli tutti».



Per chi volesse seguire Adriana Serra Zanetti troverete di seguito i link a:

Profilo Facebook Adriana Serra Zanetti


Volete riascoltare l'intervista? È disponibile a questo link: bit.ly/sottoreteserrazanettiyt



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