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  • Immagine del redattoreRiccardo Riosa

Gianfranco Zanola e le sorprese che riservano i campi sintetici

Aggiornamento: 27 gen

Gianfranco Zanola si innamora del tennis e le studia tutte per restare in questo ambiente: sceglie infine di occuparsi di far giocare più persone possibile nelle migliori condizioni possibili. Inizia istituendo Green set, azienda che realizza 120-130 campi all'anno, per poi uscirne ed aprire nel '94 Play-It, che diventa l'unica azienda italiana a realizzare campi per l'ATP.


I materiali che si usano oggi sono gli stessi di venti anni fa, ai quali sono stati aggiunti alcuni miglioramenti: le resine non sono più acriliche, ma stirol-acriliche, ovvero hanno gomma al loro interno, che rende il suolo più elastico e veloce, nonché previene la formazione di crepe. L'obiettivo è il comfort, infatti la differenza si nota non appena ci si appoggia un piede. Nei strati inferiori ci sono granuli di gomma che lo rendono morbido, mentre la resina del strato superiore è più rugosa, il che rende la superficie di gioco più lenta. Chiaramente più la superficie è rugosa, più si consumano palline e scarpe.


Il mondo delle superfici del tennis oggi si divide in erba vera, esclusivamente a Wimbledon, terra e superficie sintetica. L'erba sintetica invece non garantisce un buon rimbalzo e perciò non viene tanto utilizzata come superficie di gioco. Le persone con qualche anno in più di esperienza, magari pensano che questa superficie sintetica "rigida" (erroneamente chiamata dai più "cemento") possa danneggiare le articolazioni prima ancora di provare il contatto morbido del piede sulla superficie. Invece con le nuove tecnologie, la superficie risulta essere, appunto, morbida al contatto grazie agli strati di gomma che si trovano sotto la resina. Inoltre questi campi risaltano per la durata – di ben 10/12 anni – e anche raggiunta questa soglia, basterà rinnovare solamente lo strato superiore della resina. Utile per il mantenimento è pulire il campo ogni due anni con l'idropulitrice, che toglie i detriti che si accumulano e che influiscono sul gioco velocizzando il rimbalzo. Come tempi di utilizzo per un campo di nuova costruzione, una volta terminati i lavori bastano tre giorni di posa ed il campo si può utilizzare, ci si ferma solamente se i campi vengono bagnati dalla pioggia nei primi due mesi. Pozzanghere non ce ne sono: vengono gestite con un leggera e impercettibile pendenza.




Volete riascoltare l'intervista? È disponibile a questo link



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