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Marco Panicchi: «Il tennis è un insieme di cose e il risultato è ciò che succede poi in campo»

Marco Panicchisi forma nell'ambiente dell'atletica leggera e già a diciassette anni allena un gruppo giovanile. Cresce a inizia a fare gavetta con i campioni del mondo dell'atletica e segue il tennis come spettatore. Addirittura da bambino, nel '76, durante la finale di coppa Davis in Cile, mette la sveglia alle 4.00 del mattino per seguire la partita.


Continua a frequentare corsi di formazione sportiva fino ad iniziare a lavorare al circolo di Ostia dal '88 al '93. inizia seguendo i più giovani, fino ad occuparsi dei professionisti. E l'ascesa non si ferma più: ad oggi è preparatore atletico di Novak Djokovic e collabora con Angelique Kerber, Matteo Donati e Alessandro Giannessi. La differenza del lavoro con le donne? Necessitano di più presenza fuori dal campo, sono più meticolose e si impegnano di più in allenamento.


Ci racconta sui giovani che vede nei vari campi: «Noto, che i giovani hanno sempre più un bagaglio di capacità motorie povero. Di certo il fatto di specializzarsi già da piccoli ad una sola disciplina sportiva limita l'apprendimento di movimenti diversi». Poi ci racconta «Personalmente li vedo come pianisti: sviluppando la capacità di gestire più parti del corpo separatemente. Ogni atleta è sicuramente un caso unico, sta all'allenatore lavorare sulle parti forti per poter avere delle certezze e contestualmente lavorare sui punti deboli per migliorare il gioco d'insieme. Non basta più essere insegnanti, ormai i coach hanno sempre più un ruolo da educatore.».


Come scegli gli atleti da allenare? «L'importanza principale è l'atteggiamento mentale, che deve essere curioso e costruttivo. Con Djokovic mi capita spesso di ricevere domande su esercizi nuovi e poi si ostina a farli finché non ci riesce».

E ora come si sta allenando Djokovic in periodo Covid? «Novak a casa ha sia una palestra che un campo privato, ma principalmente sta seguendo un programma di mantenimento, non appena avremo una data di ripresa dei tornei il programma cambierà. Lui è molto meticoloso con lo stretching, per il resto fa ginnastica, ha un fisico così curato che gli basta un'ora al giorno per mantenere il livello nell'ottica di rientrare in campo».




Volete riascoltare l'intervista? È disponibile a questo link



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